La proposta di detassare la tredicesima mensilità, avanzata nell’ambito del dibattito sulla manovra 2026, mira a ridurre la pressione fiscale sul lavoro e a stimolare i consumi interni. Tuttavia, l’attuazione di questa misura comporterebbe costi considerevoli per le finanze pubbliche.
Azzeramento IRPEF sulla tredicesima troppo costosa
Tuttavia, questa misura comporterebbe un costo per lo Stato di circa 15 miliardi di euro annui, una cifra che solleva preoccupazioni riguardo alla copertura finanziaria necessaria. Tradotto: non è fattibile.
Tredicesima tassata al 10%: i calcoli sul risparmio netto
Ovviamente, al calare degli stipendi si ridurrebbe il vantaggio fiscale, ma con la considerazione di “regalare” un bonus in più a fine anno ai lavoratori meno abbienti. Con una RAL di 20mila euro il guadagno fiscale sarebbe di circa 180 euro.
La detassazione della tredicesima rappresenta quindi una misura potenzialmente vantaggiosa per tutti i dipendenti, anche per quelli con redditi medio-bassi, che vedrebbero potenziato il potere d’acquisto della mensilità aggiuntiva.
Resta da aspettare i calcoli di Governo sulla spesa necessaria e sulla sua effettiva sostenibilità per il bilancio dello Stato. Le due ipotesi presentano vantaggi e svantaggi che devono essere ponderati in fase di decisione politica
