Uno dei capitoli su cui maggiormente si sta concentrando il dibattito settembrino in vista della Legge di Bilancio 2026 è quello delle misure per aumentare il potere d’acquisto dei salari.
Dall’attesa fase due della Riforma IRPEF (che ridurrebbe l’aliquota fiscale al secondo scaglione) alla detassazione della tredicesima, sono diverse le ipotesi in campo. Fra queste, anche una misura che riguarda i buoni pasto, con la soglia esentasse che potrebbe passare dagli attuali 8 euro fino a 10 euro.
Buoni pasto: guida alle novità
I buoni pasto sono già stati al centro di modifiche negli ultimi tempi con la fine della fase transitoria e la definitiva applicazione, dal primo settembre, del nuovo tetto del 5% alle commissioni. Questa è una misura che va incontro agli esercenti, per i quali diventa ora più conveniente che in passato accettare i ticket. L’ipotesi di alzare la soglia esentasse risponde invece alle esigenze delle imprese che li acquistano per concederli ai propri dipendenti, perché hanno un maggior vantaggio fiscale e possono quindi concedere il benefit più diffusamente. Per le società emittenti lo strumento acquista inoltre un maggior appeal sul mercato.E’ quindi un modo per controbilanciare lo svantaggio creato invece dall’abbassamento delle commissioni, che se come detto conviene agli esercenti rappresenta invece uno svantaggio per le aziende dei buoni pasto.
Le misure in Manovra 2026 per il ceto medio
Si parla anche di nuove forme di detassazione sui reddito da lavoro dipendente, che potrebbero riguardare la tredicesima o gli straordinari.
