Il regime forfettario rappresenta una scelta molto condivisa dai lavoratori autonomi e dalle piccole imprese, che possono contare su una tassazione agevolata e su numerose semplificazioni di natura contabile e fiscale.
La Legge di Bilancio 2026 entrata in vigore il 1° gennaio ha introdotto alcune novità che coinvolgono anche i contribuenti forfettari, confermando i vantaggi, l’opportunità di ottenere un risparmio annuale consistente e la soglia di accesso già in vigore.
Requisiti di accesso e platea dei beneficiari
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i requisiti di accesso al regime forfettario, sia per quanto riguarda il limite dei ricavi sia per il contemporaneo reddito derivato da lavoro dipendente o pensione:
- il limite dei ricavi o compensi è sempre pari a 85.000 euro annui stabilito dalla Finanziaria 2023. Se questo limite non viene superato, quindi, il contribuente può avvalersi del regime forfetario anche nell’anno successivo. Non è andato in porto, infatti, l’innalzamento della soglia fino a 100.000 euro ipotizzata inizialmente, quindi anche nell’anno successivo;
- non deve superare i 35.000 euro la soglia massima di reddito da lavoro dipendente o pensione percepita nell’anno precedente (questi redditi, in ogni caso, vengono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie, mentre il reddito da attività autonoma è soggetto all’imposta sostitutiva).
Coefficienti di redditività e rimborsi
Restano invariati anche i coefficienti di redditività utilizzati per il calcolo della base imponibile, differenziati a seconda del codice ATECO.
È in vigore da gennaio 2025, inoltre, la normativa in base alla quale non costituiscono più reddito imponibile per il forfettario i rimborsi delle spese per viaggi, vitto e alloggio che vengono addebitati analiticamente al cliente.
Nessuna variazione anche per la soglia dei 20.000 euro annui lordi relativa ai compensi concessi a dipendenti o collaboratori.
Nuove detassazioni in busta paga
Con l’obiettivo di ridurre contributi e imposte applicate sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota da applicare per calcolare l’IRPEF relativamente ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
Sono quindi previsti tre scaglioni distinti, vale a dire aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro, del 33% per i redditi da 28.000 a 50.000 euro e del 43% per i redditi che superano i 50.000 euro.
Questa novità genera una riduzione del carico fiscale a beneficio dei lavoratori dipendenti e coinvolge anche coloro che, pur appartenendo a questa categoria, svolgono attività di lavoro autonomo in regime forfettario.
Compensazioni verticali e orizzontali: cosa cambia dal 2026
Con la Manovra 2026, inoltre, vengono introdotte modifiche alla gestione delle compensazioni: se quelle verticali restano confermate, vale a dire relative all’utilizzo di un credito per pagare un debito della stessa imposta, la stretta del Governo riguarda le compensazioni orizzontali.
Per le compensazioni esterne, infatti, dal 1° gennaio 2026 scende da 100.000 euro a 50.000 euro il limite dei debiti iscritti a ruolo oltre il quale scatta il divieto assoluto di applicare le compensazioni.
